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Garbage, 14 nov. 2015 – Usher Hall, Edinburgh, 20 years Queer Tour

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Un live perfetto. Non trovo le parole per descriverlo….

NYMPHOMANIAC volume 1 (di Lars Von Trier)

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locandina - nymp
Dopo un sapiente battage pubblicitario è finalmente arrivato in Italia il primo capitolo del film più atteso della stagione.
Nymphomaniac vol. 1

Il volume 1 si apre con la durezza e cupezza della musica dei Rammstein, un gruppo metal industrial tedesco, forse per prepararci alla scena sconvolgente che il protagonista, un uomo anziano che sta per uscire di casa, sta per trovarsi di fronte.

In una fredda e piovosa giornata da un vicolo buio l’uomo intravede a terra la figura una giovane donna dal volto tumefatto e sanguinante: è evidente che è stata picchiata da qualcuno.
Il nostro protagonista suggerisce di chiamare un’ambulanza, ma la donna si oppone e minaccia di scappare via…in qualche modo…
così, il nostro salvatore offre riparo alla vittima, invitandola a salire in casa sua per un te caldo, visto che ha appena comprato un dolce (che scopriremo essere un dolce ebraico).

Una volta giunta nell’accogliente appartamento dell’anziano signore, i due si presentano: lei si chiama Joe, l’anziano dice di chiamarsi Seligman, e precisa che si tratta di un nome ebraico.
Lui però non è religioso, ed è antisionista che non significa antisemita, precisa bene…(qui la memoria corre ai giorni della conferenza stampa di Melancholia a Cannes in cui il nostro regista a causa di una frase fraintesa e forse mal formulata fu espulso dal festival e dichiarato “persona non grata”)*.

Su richiesta di Seligman, anche se all’inizio è titubante perché ritiene di essere un pessimo essere umano, Joe comincia il racconto della sua vita di ninfomane scandendolo (nella prima parte) in 5 capitoli.

Da qui si dipanano una serie di flash-back sull’infanzia di Joe, in cui la vediamo prima bambina tra l’amatissimo padre e l’algida e assente madre, poi adolescente dalla sessualità turbolenta e infine ragazza alquanto annoiata e inquieta in cerca di qualcosa che le dia felicità.

Tra le scene migliori vale la pena ricordare il monologo di Uma Thurman / Mrs. H, moglie abbandonata e lacerata dal dolore che non disdegna di mostrare ai suoi tre bambini piccoli in visita al padre fedifrago e, infine, la morte del padre in ospedale, ingoiato dalle allucinazioni del delirium tremens.

Il film è intriso di simboli: le esche della pesca con la mosca, gli alberi e le foglie a forma di cuore, le lunghe passeggiate in mezzo alla natura, il Rugelach, dolce ebraico servito con la forchetta, che attira l’attenzione di Joe, perché le ricorda uno dei suoi amanti.

La storia narrata da Joe è accattivante ed incuriosisce non poco lo spettatore (almeno me), ma ad un certo punto la narrazione si arresta bruscamente e nella sala irrompe nuovamente, come nell’inizio, il duro hardcore dei Rammstein.
FORGET ABOUT LOVE… aspettiamo il volume 2 per vedere e capire cosa ha portato Joe fino a Seligman…

*Nell’ultima edizione del festival del cinema di Berlino il regista si presenterà alla prima del film con un t-shirt recante le parole “persona non grata”

Charlotte Gainsbourg e Stellan Skarsgård

Charlotte Gainsbourg e Stellan Skarsgård

UNA FRAGILE ARMONIA di Yaron Zilberman

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20140408-225347.jpgLa fragile armonia ė quella su cui ė fondato il quartetto d’archi The Fugue, protagonista del film diretto da Zilberman e interpretato da un magnifico quartetto d’attori, tra cui spiccano il compianto Philip Seymour Hoffman, quel mostro di bravura che risponde al nome di Christopher Walken e la magnifica Catherine Keener.

Tutto ha inizio quando un componente del quartetto annuncia ai colleghi di avere i sintomi del Parkinson e di voler partecipare ancora ad un concerto, prima di ritirarsi.
Da questo momento in poi, quello che sembrava un affiatatissimo ensemble di musicisti di successo, comincia ad andare lentamente in frantumi, anche dal punto di vista delle relazioni personali e qui il regista ė bravissimo a mostrare l’incedere del disastro che incombe sul gruppo.

La musica, inoltre, è sì, presente, ma mai invasiva o noiosa… Anzi, lo spettatore non vede l’ora di poter assistere ad una performance dei quattro musicisti e solo sul finale verrà – giustamente – accontentato e ne sarà finalmente appagato!

Uno film davvero godibilissimo e prezioso.

DEPECHE MODE, 18 febbraio 2014, Torino – Palaolimpico

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Depeche Mode (pic by Katia G.)

Depeche Mode (pic by Katia G.)


Ennesimo capitolo italiano in compagnia degli amatissimi Depeche Mode.
Aprono i Soft Moon.
Dave & Co in gran forma. Martin sfoggia una nuova bellissima chitarra e Fletch….balla!
Concerto intenso, bellissima set-list.
Il sesto live dei DM in devota, splendida compagnia.
They never let us down, again…
Faith & Devotion, always.

Set list:
Welcome to My World
Angel
Walking in My Shoes
Precious
Black Celebration
Should Be Higher
Policy of Truth
Slow (Acustica, cantata da Martin Gore)
But Not Tonight (Acustica, cantata da Martin Gore)
Heaven
Behind the Wheel
A Pain That I’m Used To (Jacques Lu Cont’s Remix)
A Question of Time
Enjoy the Silence
Personal Jesus

Bis:
Shake the Disease (Acustica, cantata da Martin Gore)
Halo (Goldfrapp Remix)
Just Can’t Get Enough
I Feel You
Never Let Me Down Again

GLORIA di Sebastian Lelio (Cile, 2013)

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Gloria
Paulina Garcia è la protagonista del bellissimo film cileno “GLORIA”, premiata con l’Orso d’Oro al festival di Berlino dello scorso 2013.
Gloria è una donna non più giovane che, con un divorzio decennale alle spalle, vive appieno la propria vita.
Frequenta sale da ballo per gente della sua età ed è aperta a nuovi, appassionati incontri.
Sebastian Lelio ci presenta una donna vera, che piange, ride, fa la mamma, la nonna, l’amante e che non è disposta a fare compromessi.
Un grande donna, questa Gloria.
Consigliatissimo.

DEPECHE MODE, 29 maggio 2013, London O2 Arena – Delta Machine Tour

2 commenti

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(Opening Act: TrenteMøller)

I’m taking a ride with my best friend…in London – O2 Arena.
E’ il nostro quinto appuntamento live con i Depeche Mode: They never let me down.

Assistere ad un loro live è come vivere un’esperienza mistica.
I loro pezzi ti riportano indietro nel tempo, ma è come se venissero dal futuro…
Io e i miei amici conquistiamo una postazione di tutto rispetto nel parterre a pochi metri da Martin L. Gore. È bello vedere che tra il pubblico delle prime file si indossa quasi tutti una t-shirt di un concerto passato dei DM: è questa la vera fede e devozione…

Dave Gahn, che ogni tanto si avvicina anche al nostro lato, regalandoci attimi di pura estasi, è un frontman che non si risparmia: solo le ballate di Martin Gore riescono a placare un po’ la furia che riesce a smuovere Mr. Gahan.
Fletch, il più sobrio del gruppo, è un punto fermo….(anche nel senso che si muove appena) . Ma Flech è Fletch…
Due ore e un quarto di concerto. Due ore e un quarto di gioia per occhi e orecchie.

Il momento più bello per me: Barrel of gun, Behind the wheel, Enjoy the silence, Personal Jesus…ed i cori del pubblico su Home.
Pubblico composto e di varie età. Lo staff che a più riprese ci porge (letteralmente) dei bicchieri d’acqua per dissetarci.
Gran concerto, ottima compagnia.
But…words are meaningless, and forgettable…

Track list:
intro
welcome to my world
angel
in your room
precious
behind the wheel
should be higer
barrel of a gun
only when I lose myself
when the body speaks
heaven
soothe my soul
john the revelatory
soft touch / raw nerve
secret
enjoy the silence
personal jesus
goodbye
encore:
home
halo
just can’t get enough
I feel you
never let me down

DELTA MACHINE – il nuovo lavoro dei Depeche Mode

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DM-Delta Machine

DM-Delta Machine

Finalmente sono tornati!
Il 26 marzo è uscito DELTA MACHINE, il nuovo disco dei Depeche Mode, registrato a New York, New Orleans e Santa Barbara.
I Depeche Mode sono la colonna sonora della mia vita.
In concerto, poi, sono stellari: un’esplosione di emozione ed energia positiva.
Dave Gahan, Martin L. Gore, Andy Fletcher: Faith and devotion, always.

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