VINICIO È ARRIVATO…. AL COLOSSEO!

Questa sera Vinicio replica il suo concerto che da ieri è in cartellone al Teatro Colosseo e subito ci si rende conto di come la dimensione teatrale – almeno per la sua prima parte – sia la cornice perfetta per lo spettacolo di travestimenti, illusionismi e ombre cinesi che ci attende.
Alle 21:30, come per magia, i nostri artisti si materializzano sul palco.

Tutta la prima parte sarà dedicata al nuovo disco OVUNQUE PROTEGGI.
Come nel disco, l’apertura è affidata alla minacciosa NON TRATTARE, un brano che trae ispirazione dalla Bibbia, su una musica dal sapore di estremo oriente. Vinicio, alla chitarra, è circondato dal fumo e luci bianche e quando il fumo si dirada, si intravede una figura umana con una maschera d’animale a due corna, con addosso un giaccone di pelliccia in simil-capra.. Alle sue spalle, su un telo bianco, sono proiettati occhi rossi iniettati di sangue.
Con la visionaria BRUCIA TROIA, la temperatura sale e Vinicio, ora immerso in una luce rossa, ci fa scivolare fino agli inferi. A chiudere il tutto, i campanacci scossi dalle mani del nostro, ormai spoglio del suo diabolico travestimento.
“Buonasera a tutti…questa maschera è per il nostro faccia a faccia” tanto per ricordare che questa sera sta andando in onda un faccia a faccia di tutt’altro tipo…
Dopo una cinica barzelletta su una cicala ed una formica, dedica il brano successivo a quelli destinati a stare dalla parte di sotto: siamo DALLA PARTE DI SPESSOTTO. Sullo schermo continua la proiezione di ombre cinesi raffiguranti draghi e ballerine.
È poi la volta di MEDUSA CHA CHA CHA, con Vinicio al piano, che nascondendosi di tanto in tanto dietro alla maschera di una testa di medusa, magicamente ci porta in un’altra epoca. Dal romanticismo della Medusa si passa veloci come un treno alla tekno sovietica di MOSKA VALZA.
Quindi, la musica di un carillon e l’ombra di una ballerina che volteggia su se stessa, per concedersi un cambio d’abito.

Vinicio torna a noi di tutto punto vestito, con tanto di cappello a cilindro, perfettamente in linea con il valzer di NEL BLU.
A CHE PUNTO SIAMO RIMASTI A TERRA NUTLESS, e LANTERNE ROSSE, con tanto di lanterne, rosse – per l’appunto – sul palco.
La spiritualità di SS. DEI NAUFRAGATI gli offre l’occasione di uscirsene con la frase: “E ora dopo tanto spirito un po’ di carne” e di citare Guido Ceronetti.
Quasi fosse stata scritta apposta per la location torinese, arriva – è proprio il caso di dirlo – in pompa magna “AL COLOSSEO” in cui Vinicio, come se si trovasse in mezzo ad un’arena, e con in testa un elmo da centurione romano, presenta – al ritmo dei tamburi – uno ad uno, i suoi gladiatori.
Con questo brano termina la parte dello spettacolo dedicata al nuovo disco e il momento di una pausa per una sigaretta.

Nella seconda parte del concerto Vinicio si presenta sul palco vestito da geisha. Il viaggio prosegue con CON UNA ROSA e NON È L’AMORE CHE VA VIA.
Il resto è un omaggio a quel capolavoro del 1996 che è IL BALLO DI SAN VITO: ed ecco le note di CORVO TORVO e LE CASE. Poi, riferendosi a Torino, dice: “questa è una città in cui io devo celebrare la mia gioventù, vissuta altrove”, e ricorda l’amico poeta Carlo Costantino, a.k.a. Cinaski, con LA NOTTE SE N’È ANDATA. Ai murazzi è dedicata la bellissima TANCO DEL MURAZZO. E ancora: CONTRADA CHIAVICONE e AL VEGLIONE che nella sera dei faccia a faccia si conclude con un “Votate con prudenza” al posto dell’originario “Guidate con prudenza”.
Infine, la title-track IL BALLO DI SAN VITO, con il pubblico ormai tutto in piedi: con i “vecchi e giovani pizzicati dalla taranta, dalla taranta…. ”
Il pubblico sembra ipnotizzato e naturalmente non se ne vuole andare, ma lo spettacolo sembra ormai giunto al termine. E invece no…Vinicio torna sul palco e ci benedice con l’abbraccio di OVUNQUE PROTEGGI….e noi ce ne andiamo in pace.

da wwww.cantine.org