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Le Illuminazioni di Emidio Clementi.

È una vita attraversata da episodi sfortunati e misteriosi quella che ci racconta Emidio Clementi nel suo ultimo lavoro ispirato da Emanuel Carnevali, sin dal titolo.
Il primo mistero che incontriamo è nella prima pagina del libro: perché zia Nina non accende la luce?
Il secondo mistero è: perché il papà di Emidio, un giorno, viene licenziato dalla banca in cui lavora e, quindi, perché perde un lavoro dietro l’altro, lasciando alla sua morte, la famiglia sul lastrico?
Sono interrogativi ai quali l’autore non dà risposta, perché è impossibile per Emidio ricostruire i fatti che lo hanno portato al punto in cui si trova: “La verità è stata fatta a brandelli e ogni brandello ha raccolto da terra fango e invidia, cattiveria, falsità e qualche buona manciata di follia”.
È una vita girovaga quella che ci racconta Clementi, vagando senza un soldo tra la Svezia, Londra, ed infine Bologna: una fuga dalla sua città, ma prima di tutto, una fuga da se stesso, fino a quel giorno di novembre in cui resta folgorato dal libro donatogli da un cliente abituale del ristorante in cui lavora: è “Il Primo Dio” di Emanuel Carnevali, l’illuminante fatica letteraria di un diseredato – come lui – che si spinse fino in America alla ricerca disperata del successo. Un successo inseguito e mai raggiunto, che troverà, invece, anni e anni più tardi, Emidio Clementi affacciandosi al panorama musicale indipendente, con i suoi Massimo Volume, prima e come scrittore, poi.
Sarà proprio grazie a quel libro, che Clementi (il cui nome e cognome, stranamente, porta le stesse iniziali di Emanuel Carnevali), riuscirà a trovare una sua strada da percorrere, il suo cammino verso la musica e la Letteratura.
E c’è forza nelle tue parole, recita Carnevali/Clementi: la stessa forza che hanno le parole del romanzo, una storia alla ricerca di sé stessi, dopo la fuga, dopo gli abbandoni, lontano dagli affetti familiari, perché dirà: “solo allontanandomi ero riuscito a sciogliere quell’affetto che i nostri giorni tutti uguali avevano indurito”.
Una storia di sconfitte, di ostinazioni e infine di vittorie; una storia a tratti triste, ma pregna di quell’umanità che solo pochi sanno raccontare. Carnevali voleva incendiare il mondo, senza rendersi conto, invece, che era lui ad illuminarlo con le sue lucide visioni.