In una torrida serata estiva di fine luglio arrivano a Torino i Baustelle, attualmente sulla scena con il loro secondo lavoro dal titolo “La Moda del Lento”, che gli è valso il premio “Fuori dal Mucchio” per il miglior disco del 2003.
La loro esibizione è preceduta dai Filofobia, un gruppo che dall’abbigliamento ricorda vagamente gli americani Strokes, se non fosse per il suono che è un po’ meno indie-rock ed un poco più psicheledico.
Dopo la breve esibizione dei Filofobia, finalmente arrivano sul palco i Baustelle.
Francesco Bianconi, il frontman, si posiziona al centro del palco; le altre postazioni sono occupate dal resto della band composta da: Rachele Bastreghi, seconda voce, cori, tastiere e Kong MS20, Claudio Brasini, chitarra elettrica, e Fabrizio Massara, programmazioni ritmiche-orchestrali, Apple Powerbook.
Il concerto si apre con “La Moda del Lento”, il brano che dà il titolo all’album.
A seguire il loro hit televisivo “Arriva lo Ye Ye”, trasmesso più volte dall’emittente televisiva Mtv.
Finalmente arriva “La Canzone di Alain Delon” e, poi, la godibilissima “Reclame”, il cui ritmo ricorda molto alcune canzoni pop dei primi anni ’80.
Le voci di Francesco e Rachele si alternano e si miscelano alla perfezione, offrendo al pubblico più attento nostalgici echi di Scisma.
La musica dei Baustelle sembra stare continuamente in bilico tra presente e passato; si direbbe una musica con forti influenze anni ’70 e ’80, sapientemente filtrata dall’elettronica e dalla tecnologia musicale dei giorni nostri.
Inoltre i cori e gli intermezzi musicali affidati alla voce di Rachele Bastrenghi richiamano fortemente alla cinematografia degli anni ’70: impossibile non pensare allo “Shaba-daba-da&…Shaba-daba-da” di “Un homme, une femme” con Jean Louis Trintignant ed Anouk Aimeé. D’altra parte gli stessi Baustelle citano nei loro testi, oltre ad Alain Delon, Marylin e Brigitte Bardot. Nulla da stupirsi se nei prossimi anni il mondo del Cinema chiedesse loro di confezionare una colonna sonora.(1)
Pur se numericamente modesto, il pubblico canta a memoria i pezzi dei Baustelle e al termine del concerto reclama energicamente il bis, che viene gentilmente concesso ripescando brani tratti dal primo lavoro che porta il folgorante titolo: “Sussidiario Illustrato della Giovinezza”.
Nostalgici, melanconici, romantici, ma sempre all’insegna del nuovo. Anche dal vivo i Baustelle sono una bella scoperta.

(1) Francesco Bianconi scriverà nel 2009 la colonna sonora per il film di Giuseppe Piccioni “Giulia non esce la sera”.

da http://www.cantine.org