È l’ultima sera della rassegna jazzistica torinese.
La serata, contrariamente a quanto annunciato dai voltantini sparsi in giro, si apre con la musica del Michael Breaker Sextet. A seguire Amalia Gré.
Al sestetto newyorkese il compito di scaldare il pubblico, ad Amalia Gré quello di infiammarlo!
Mancano pochi minuti alle 23:00 quando Amalia Gré, sorridente, sale finalmente sul palco: i capelli sciolti ed un vestito leggero, portato sopra ai pantaloni, che la debole brezza della serata fa svolazzare quasi a suon di musica, le donano un’aria molto fresca e solare…
L’attesa è subito ripagata dalla gradita sorpresa di vedere Amalia suonare il piano, mentre esegue un pezzo in inglese, reso ancora più suggestivo dall’effetto riverbero sulla sua voce.
Dopo aver ammaliato il pubblico con la familiare, quanto godibile “Your Lips”, è la volta di un’altra cover: la bellissima “Estate” di Bruno Martino, seguita da una “Do You Know Where You’re Going To?” e da una “Moon River” da sogno.
Quella di alternare i brani del suo ultimo album con pezzi altrui, è ormai una consuetuine per Amalia.
Ed ecco che con “Io Cammino di Notte da Sola” -il pezzo più autobiografico dell’intero album- torniamo nuovamente ai brani del suo ultimo lavoro.
Amalia sorride e ringrazia.
Tra il pubblico, qualcuno ha l’aria rapita, qualcun altro lascia intravedere un certo compiacimento… è ormai chiaro che era lei la star della serata, attesa con tanta pazienza.
Sulle note di “Na Suppa de Stella” Amalia cede la scena ai suoi bravissimi musicisti, ai quali, dopo i grandi assoli di chitarra, sax, di basso e di piano, il pubblico regala fragorosi applausi a scena aperta.
C’è un fortissimo affiatamento nell’aria: il talentuoso pianista, ad un certo punto, preso dal “groove” della serata, lascia le tastiere per raggiungere Amalia, al centro del palco, e ballare insieme a lei completamente travolto dal ritmo liberato nel cielo dei giardini reali torinesi.
Ed ecco arrivare, inaspettata, una personalissima, toccante, versione di “The Man I Love” della grande Billie Holiday.
Sulle note di altre due covers, Amalia presenta al pubblico i musicisti, e qui il grandissimo batterista, con due cucchiai tra le mani al posto delle bacchette, si lancia in mezzo al pubblico, percuotendo con abilità il pavimento di legno, e qualunque cosa gli capiti a tiro in grado di emettere delle vibrazioni sonore.
A questo punto, i saluti di Amalia fanno intendere che il concerto è giunto al termine. Peccato! ci stavamo proprio divertendo: incantevole!

da http://www.cantine.org