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Una cartolina in bianco e nero distribuita all’ingresso del concerto, ritrae Duccio Galimberti.
Sul retro della cartolina sta scritto:
Cuneo – 26 luglio 1943 – Duccio Galimberti, avvocato antifascista cuneese, parla dal balcone della sua casa ai concittadini che, spontaneamente si sono riversati nella piazza, alla notizia appresa dalla radio della caduta di Benito Mussolini e del governo fascista. […]
Cuneo – 26 luglio 2003 – 1° Festival Cuneo città di pace e di cultura.
Concerto di Cristina Donà, Marlene Kuntz e Patti Smith.
Dopo 60 anni ricordiamo il primo atto della Resistenza a Cuneo e in Italia.

Alle 20.30 sale sul palco CRISTINA DONA’:
1. in fondo al mare
2. nel mio giardino
3. stelle buone
4. truman show
5. dove sei tu
6. triathlon
7. goccia
8. invisibile

cambio di palco:
salgono i MARLENE KUNTZ:
1. ineluttabile
2. 1°, 2°, 3°
3. ci siamo amati
4. una canzone arresa
5. malinconica
6. cometa
7. un abbraccio
8. Schiele, lei, me
9. a fior di pelle
10. ape regina
11. nuotando nell’aria
12. sonica

PATTI SMITH
1. beneath the southern cross
2. kimberly
3. waiting underground
4. poesia
5. break it up
6. 1959 (sul dalai lama)
7. free money
8. Frederick
9. poesia dedicata a R. Mappelthorpe
10. wild leaves
11. 25th floor
12. dancing barefoot
13. summer cannibals
14. Wing (dedicata ad Anna Magnani)
15. Jumping Jack Flash
16. Pissing in the river
17. Gloria

La combinazione degli artisti è davvero azzeccata.
Nonostante la maggior parte delle persone siano accorse a Cuneo per vedere Patti Smith, sono presenti molti fans di Cristina Donà e dei Marlene Kuntz.
Insomma, una grande occasione si offriva, a chi apprezza la buona musica.
Un evento del genere, in cui è possibile vedere, in un unico concerto, tre dei propri artisti preferiti non è cosa che capita tutti giorni.

CRISTINA DONA’ -LA GRAZIA
Apre Cristina Donà che esegue in tutto otto brani, quasi tutti tratti dal suo ultimo cd “Dove sei tu” prodotto da Mr. Davey Ray Moor, presente sul palco in veste di terzo chitarrista.
Dai brani del passato la Nostra esegue Stelle Buone e Goccia, frutto della collaborazione con l’ex Soft Machine, Robert Wyatt.
Il pubblico applaude e apprezza.
Cristina, sorridente, ringrazia.
Qualcuno, dalla platea, le ha gridato: “Bonazza!!!” e lei, con molta nonchalanche ha risposto: “Grazie. Anche tu”.

MARLENE KUNTZ – LA DEFLAGRAZIONE
Dopo il cambio palco salgono on stage i Marlene Kuntz, nella veste di padroni di casa.
Qualche problema …di suono…
A differenza dell’artista che li ha preceduti, i Marlene eseguono buona parte dei loro vecchi brani, tra cui Ape Regina, 1°, 2° e 3°, Ineluttabile, per chiudere splendidamente con Sonica. Roboanti. Laceranti.

PATTI SMITH – IL MITO – LA COERENZA.
Finalmente, tocca a Patti Smith.
Vediamo portare sul palco un grosso tappeto orientale e una bandiera della pace.
Dal cambio palco si nota soprattutto l’inserimento di una imponente batteria, che servirà a Jay Dee Daguerthy.
Dopo una decina di minuti vediamo spuntare sul palco la tanto attesa Patti Smith.
La gente si avvicina al palco. Io e la mia amica difendiamo con le unghia la nostra tanto conquistata postazione in prima fila…anche mia sorella poco più lontano da me non cede il posto a nessuno!
Patti appare sorridente con la chioma ormai grigia e gli immancabili anfibi ai piedi.
La consueta giacca nera, sulla quale, ai tempi di Horses era appuntata una spilletta raffigurante un cavallo, questa volta esibisce una spilla con il simbolo della pace.
– Apre il concerto con “Beneath The Southern Cross” un pezzo tratto dal “Gone Again” il cd che ha segnato il ritorno di Patti sulle scene, dopo la sua ventennale, lunga assenza, fatta eccezione per il breve exploit degli anni ’80 con “Dream Of Life”.
– Chiude il concerto con “Gloria” il pezzo di apertura del suo disco d’esordio, quel capolavoro chiamato “Horses”. La lunghezza del brano consente alla Nostra di scendere (per la seconda volta) dal palco, aiutata (vista l’età) da un uomo del suo staff e fare un giro a salutare il pubblico.
Noi le mani le abbiamo allungate, ma Patti non si è avvicinata a sufficienza.
In compenso a mio marito, da un’altra postazione, è bastato un: “I love you Patti!” per esser baciato dalla fortuna e vedersi il palmo della mano colpito da quello di Patti.
Che invidia!!
Ascoltiamo: Frederick, 1959 dedicata al Dalai Lama, Free Money (rovinata, purtroppo, da un problema al microfono… Patti, appena accortasene, si impossessa di quello di Lenny Kaye), Kimberly, Break It Up, Dancing Barefoot, Pissing in The River…….
Due le poesie recitate nel corso del concerto e la bellissima “Wing” dedicata ad “Anna Mag-nani”.
I pezzi storici, cantati col pubblico: Because The Night e People Have The Power, al termine della quale, ammonisce: “Don’t forget it!”
Nel corso del live Patti Smith ha parlato molto col pubblico, sforzandosi di dire qualche parola in italiano, come la solita “Grazie Mille” e le parole “mangia…mangia” utilizzate per introdurre Summer Cannibal.
Ha ricordato, inoltre, che quella sera era il compleanno di Mick Jagger e dopo aver invitato il pubblico a cantare un Happy Birthday, ha sfoderato “Jumping Jack Flash”.
Come ha già ricordato qualcuno, sputava sul palco, incurante di ciò che conviene a una Signora, perdeva il microfono in terra…
Ma lei è un Mito e le concediamo anche questo! Grande! Indimenticabile!
Bye Bye, Hey Hey…….