Home

NYMPHOMANIAC volume 1 (di Lars Von Trier)

Lascia un commento

locandina - nymp
Dopo un sapiente battage pubblicitario è finalmente arrivato in Italia il primo capitolo del film più atteso della stagione.
Nymphomaniac vol. 1

Il volume 1 si apre con la durezza e cupezza della musica dei Rammstein, un gruppo metal industrial tedesco, forse per prepararci alla scena sconvolgente che il protagonista, un uomo anziano che sta per uscire di casa, sta per trovarsi di fronte.

In una fredda e piovosa giornata da un vicolo buio l’uomo intravede a terra la figura una giovane donna dal volto tumefatto e sanguinante: è evidente che è stata picchiata da qualcuno.
Il nostro protagonista suggerisce di chiamare un’ambulanza, ma la donna si oppone e minaccia di scappare via…in qualche modo…
così, il nostro salvatore offre riparo alla vittima, invitandola a salire in casa sua per un te caldo, visto che ha appena comprato un dolce (che scopriremo essere un dolce ebraico).

Una volta giunta nell’accogliente appartamento dell’anziano signore, i due si presentano: lei si chiama Joe, l’anziano dice di chiamarsi Seligman, e precisa che si tratta di un nome ebraico.
Lui però non è religioso, ed è antisionista che non significa antisemita, precisa bene…(qui la memoria corre ai giorni della conferenza stampa di Melancholia a Cannes in cui il nostro regista a causa di una frase fraintesa e forse mal formulata fu espulso dal festival e dichiarato “persona non grata”)*.

Su richiesta di Seligman, anche se all’inizio è titubante perché ritiene di essere un pessimo essere umano, Joe comincia il racconto della sua vita di ninfomane scandendolo (nella prima parte) in 5 capitoli.

Da qui si dipanano una serie di flash-back sull’infanzia di Joe, in cui la vediamo prima bambina tra l’amatissimo padre e l’algida e assente madre, poi adolescente dalla sessualità turbolenta e infine ragazza alquanto annoiata e inquieta in cerca di qualcosa che le dia felicità.

Tra le scene migliori vale la pena ricordare il monologo di Uma Thurman / Mrs. H, moglie abbandonata e lacerata dal dolore che non disdegna di mostrare ai suoi tre bambini piccoli in visita al padre fedifrago e, infine, la morte del padre in ospedale, ingoiato dalle allucinazioni del delirium tremens.

Il film è intriso di simboli: le esche della pesca con la mosca, gli alberi e le foglie a forma di cuore, le lunghe passeggiate in mezzo alla natura, il Rugelach, dolce ebraico servito con la forchetta, che attira l’attenzione di Joe, perché le ricorda uno dei suoi amanti.

La storia narrata da Joe è accattivante ed incuriosisce non poco lo spettatore (almeno me), ma ad un certo punto la narrazione si arresta bruscamente e nella sala irrompe nuovamente, come nell’inizio, il duro hardcore dei Rammstein.
FORGET ABOUT LOVE… aspettiamo il volume 2 per vedere e capire cosa ha portato Joe fino a Seligman…

*Nell’ultima edizione del festival del cinema di Berlino il regista si presenterà alla prima del film con un t-shirt recante le parole “persona non grata”

Charlotte Gainsbourg e Stellan Skarsgård

Charlotte Gainsbourg e Stellan Skarsgård

UNA FRAGILE ARMONIA di Yaron Zilberman

Lascia un commento

20140408-225347.jpgLa fragile armonia ė quella su cui ė fondato il quartetto d’archi The Fugue, protagonista del film diretto da Zilberman e interpretato da un magnifico quartetto d’attori, tra cui spiccano il compianto Philip Seymour Hoffman, quel mostro di bravura che risponde al nome di Christopher Walken e la magnifica Catherine Keener.

Tutto ha inizio quando un componente del quartetto annuncia ai colleghi di avere i sintomi del Parkinson e di voler partecipare ancora ad un concerto, prima di ritirarsi.
Da questo momento in poi, quello che sembrava un affiatatissimo ensemble di musicisti di successo, comincia ad andare lentamente in frantumi, anche dal punto di vista delle relazioni personali e qui il regista ė bravissimo a mostrare l’incedere del disastro che incombe sul gruppo.

La musica, inoltre, è sì, presente, ma mai invasiva o noiosa… Anzi, lo spettatore non vede l’ora di poter assistere ad una performance dei quattro musicisti e solo sul finale verrà – giustamente – accontentato e ne sarà finalmente appagato!

Uno film davvero godibilissimo e prezioso.

DEPECHE MODE, 18 febbraio 2014, Torino – Palaolimpico

Lascia un commento

Depeche Mode (pic by Katia G.)

Depeche Mode (pic by Katia G.)


Ennesimo capitolo italiano in compagnia degli amatissimi Depeche Mode.
Aprono i Soft Moon.
Dave & Co in gran forma. Martin sfoggia una nuova bellissima chitarra e Fletch….balla!
Concerto intenso, bellissima set-list.
Il sesto live dei DM in devota, splendida compagnia.
They never let us down, again…
Faith & Devotion, always.

Set list:
Welcome to My World
Angel
Walking in My Shoes
Precious
Black Celebration
Should Be Higher
Policy of Truth
Slow (Acustica, cantata da Martin Gore)
But Not Tonight (Acustica, cantata da Martin Gore)
Heaven
Behind the Wheel
A Pain That I’m Used To (Jacques Lu Cont’s Remix)
A Question of Time
Enjoy the Silence
Personal Jesus

Bis:
Shake the Disease (Acustica, cantata da Martin Gore)
Halo (Goldfrapp Remix)
Just Can’t Get Enough
I Feel You
Never Let Me Down Again

GLORIA di Sebastian Lelio (Cile, 2013)

Lascia un commento

Gloria
Paulina Garcia è la protagonista del bellissimo film cileno “GLORIA”, premiata con l’Orso d’Oro al festival di Berlino dello scorso 2013.
Gloria è una donna non più giovane che, con un divorzio decennale alle spalle, vive appieno la propria vita.
Frequenta sale da ballo per gente della sua età ed è aperta a nuovi, appassionati incontri.
Sebastian Lelio ci presenta una donna vera, che piange, ride, fa la mamma, la nonna, l’amante e che non è disposta a fare compromessi.
Un grande donna, questa Gloria.
Consigliatissimo.

DEPECHE MODE, 29 maggio 2013, London O2 Arena – Delta Machine Tour

2 commenti

Immagine 160

Immagine 166

Immagine 178

Immagine 182
(Opening Act: TrenteMøller)

I’m taking a ride with my best friend…in London – O2 Arena.
E’ il nostro quinto appuntamento live con i Depeche Mode: They never let me down.

Assistere ad un loro live è come vivere un’esperienza mistica.
I loro pezzi ti riportano indietro nel tempo, ma è come se venissero dal futuro…
Io e i miei amici conquistiamo una postazione di tutto rispetto nel parterre a pochi metri da Martin L. Gore. È bello vedere che tra il pubblico delle prime file si indossa quasi tutti una t-shirt di un concerto passato dei DM: è questa la vera fede e devozione…

Dave Gahn, che ogni tanto si avvicina anche al nostro lato, regalandoci attimi di pura estasi, è un frontman che non si risparmia: solo le ballate di Martin Gore riescono a placare un po’ la furia che riesce a smuovere Mr. Gahan.
Fletch, il più sobrio del gruppo, è un punto fermo….(anche nel senso che si muove appena) . Ma Flech è Fletch…
Due ore e un quarto di concerto. Due ore e un quarto di gioia per occhi e orecchie.

Il momento più bello per me: Barrel of gun, Behind the wheel, Enjoy the silence, Personal Jesus…ed i cori del pubblico su Home.
Pubblico composto e di varie età. Lo staff che a più riprese ci porge (letteralmente) dei bicchieri d’acqua per dissetarci.
Gran concerto, ottima compagnia.
But…words are meaningless, and forgettable…

Track list:
intro
welcome to my world
angel
in your room
precious
behind the wheel
should be higer
barrel of a gun
only when I lose myself
when the body speaks
heaven
soothe my soul
john the revelatory
soft touch / raw nerve
secret
enjoy the silence
personal jesus
goodbye
encore:
home
halo
just can’t get enough
I feel you
never let me down

DELTA MACHINE – il nuovo lavoro dei Depeche Mode

Lascia un commento

DM-Delta Machine

DM-Delta Machine

Finalmente sono tornati!
Il 26 marzo è uscito DELTA MACHINE, il nuovo disco dei Depeche Mode, registrato a New York, New Orleans e Santa Barbara.
I Depeche Mode sono la colonna sonora della mia vita.
In concerto, poi, sono stellari: un’esplosione di emozione ed energia positiva.
Dave Gahan, Martin L. Gore, Andy Fletcher: Faith and devotion, always.

Antony and the Johnsons – Future Feminism

Lascia un commento

cut the world

cut the world

La seconda traccia del nuovo disco di Antony & The Johnsons contiene il monologo FUTURE FEMINISM.
E… buon 8 marzo a tutte!

“I’ve been thinking all day about the moon. Like, is it an accident that women menstruate once a month and that the moon comes once a month? Are other animals synchronized in this way with the moon? You know, my brother works in mental health and he says that there’s a lot more hospitalizations and periods of activity during the full moon. It’s a known fact in mental health that people are more excitable around the full moon.

“And then, what about the fact that we’re made of 70% water? And then the whole ocean reacts to the full moon, right? In a serious way. Everything’s ticking around that moon and if we’re 70% water I must be having some — at least homeopathic — relationship with the changing cycles of the moon.

“I can’t escape my obsession with the idea that I’m made out of this place, because I was raised to believe that I fundamentally was constituted of spiritual matter that was from somewhere else like Heaven or from a Sky God. Like Gore Vidal talks about Sky Gods and I really picked up that language because in patriarchal monotheisms we all worship a God elsewhere who has a plan for us in a paradise elsewhere: After we die there will be a paradise waiting for us and this place is like a work station where we sort of get all our ‘T’s crossed and our ‘I’s dotted before we go off to a real spiritual dimension.

“But I’m a witch. I actually de-baptised myself. And what’s great about being transgender is you’re born with a natural religion. It applies almost across the board no matter what culture or economic group or nation that you’re from — you’re almost automatically a witch. None of the patriarchal monotheisms will have you. It’s very clear that in most of those religions you’d be put to death. In many parts of the world you still are put to death.

“Did you hear what the Pope said a couple years ago on Christmas? He said that the marriage of gays and lesbians was as much a threat to the future of our world as the collapse of the rain forests. [audience laughter] So, that gives you a sense — just an inkling to his approach to the homosexual question. [laughs] And that’s just the homosexual question. He didn’t even address the transgender question. [sarcastically] God knows what we’ve caused. All sorts of wars and strife — all manner of hurt.

[ From: http://www.metrolyrics.com/future-feminism-lyrics-antony-and-the-johnsons.html ]
“I’m worried that the ecology of the world is collapsing and that I won’t have anywhere to be reborn because I actually believe, like, where is any of us going? Where have any of us ever gone? We’ve come back here in some form. Did you know that whales were once land roaming mammals? And then they crawled back into the ocean trying to find something to eat? And then eventually they got rid of their hands and legs.

“I’ve been searching and searching for that little bit of my constitution that isn’t of this place and I still haven’t found it. Every atom of me, every element of me seems to resonate, seems to reflect the great world around me. So, I’ve come to the conclusion that this is God’s best idea — that this manifest world is the frontier of his dream, or her dream in my opinion. So, that’s just my point of view from where I can start to establish a new way to value the world that I’m a part of. Cause if I’m not heading off to paradise elsewhere when I die then I have more of a vested interest in observing a sustainable relationship with this place.

“It’s a very indigenous idea that the Earth is a female, that the Earth menstruates, that the water of the world is the blood of a woman’s body and that’s what we crawled out of just in the same way that we crawled out of our mother’s wombs. It’s the most basic idea; any child could come up with it and it’s so obvious. And yet we’ve been straining for these Sky Gods for a couple thousand years now. And I remember praying to God when I was like six years old. I was raised Catholic and I prayed really hard, and I waited and waited to hear that summons. I think in a funny way, a lot of my music I’m listening for that response still.

“I’ve heard two rumors about the Dalai Lama. One is that he said he wasn’t going to be reincarnating because the world was going to be too dangerous and that’s probably just a rumor. But then I heard a far more interesting new rumor, which is that the Dalai Lama said the next time he incarnates it will be as a girl, which will be the first in the history of Buddhism. But I think that that is the most revolutionary thing he could possibly do and the most helpful spiritual gesture that he could make. And I’m very interested in the feminization of the deities. I’m very interested in Jesus as a girl. I’m extremely interested in Allah as a woman. And contrary to popular opinion, it’s not bad to say that — you can say it. I mean you might get a little letter in the mail but I’m probably due a hundred letters in the mail already, so… [laughs]. It’s a wonderful day to die.

“But nonetheless, Allah as a woman is a critical threshold and Buddha as a mother is another one because I truly believe that unless we move into feminine systems of governance we don’t have a chance on this planet [applause]. And there’s no one else that can lead the masses to do that except for, like, the major religious institutions. And I’m someone who’s looking for a reason to hope, and for me hope looks like feminine systems of governance being instated in, like, the major religious institutions and throughout corporate and civil life. And it might sound far-fetched, but if you look at your own beliefs, just imagine how quickly you accepted the idea that the ocean is rising and the ecology of our world is collapsing. We can actually imagine that more readily than we can imagine a switch from patriarchal to matriarchal systems of governance — a subtle shift in the way our society works.

“It’s obviously a very broad statement — and of course Sarah Palin exists so don’t bother me with that. But, Sarah Palin is working very much within patriarchal systems. I just love that moment when Benazir Bhutto was being interviewed and she just talked about motherhood and daughters and how she wished she’d had done more for the girls of her country. For as problematic as she was, she was an exciting forerunner.”

Older Entries

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 36 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: